Sindrome di Stendhal: le cause e i sintomi di questo fenomeno

Un fenomeno del quale non si ha ancora una definizione certa.

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sindrome di stendhal
Fonte web: Pixabay

Per sindrome di Stendhal si intende una affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e allucinazioni in soggetti che si trovano di fronte a opere d’arte di straordinaria bellezza, specialmente se esse sono compresse in spazi limitati.

La sindrome di Stendhal appare un fenomeno privo di una sua specificità psicopatologica. La sindrome di Stendhal si verificherebbe con l’insorgenza improvvisa di uno “scompenso psichico acuto nel corso di un viaggio intrapreso di solito in solitudine in luoghi e in ambienti fortemente suggestivi e capaci di indurre forti reazioni emozionali.” I sintomi che vengono lamentati da coloro che hanno sofferto almeno una volta delle manifestazioni della sindrome di Stendhal non sono sempre i medesimi e non sono riferibili a un quadro psicopatologico univoco. Per tale ragione è difficile inquadrare la sindrome di Stendhal in una particolare categoria diagnostica psichiatrica.

Secondo studi scientifici, i soggetti che tendono a essere colpiti dalla sindrome di Stendhal sarebbero già affetti da specifici disturbi mentali. Non si tratterebbe quasi mai di soggetti completamente sani, ma di pazienti sui quali l’avvenimento che li rende protagonisti agirebbe “attraverso la stimolazione di aree cerebrali coinvolte sia nei meccanismi neurologici che permettono la fruizione artistica (simulazione incarnata-neuroni specchio) sia nella formazione degli stati emozionali normali e patologici (amigdala, striato ventrale, corteccia orbito frontale laterale e mediale, corteccia anteriore del cingolo, sistema dei neuroni specchio, ecc.).

Se la sindrome di Stendhal non può essere considerata un disturbo con una propria specificità e con una propria identità in termini psicopatologici, essa potrebbe rappresentare comunque un modello teorico di studio “a ponte” fra psicoanalisi e neuroscienze. In questo modo si potrebbero comprendere in termini neuroscientifici alcuni concetti psicoanalitici, come l’empatia, la proiezione e l’internalizzazione, che in passato sono stati accusati di essere puramente metaforici o “metapsicologici” soprattutto perché il loro substrato neurale era totalmente sconosciuto.