Sindrome di Kawasaki: sintomi, cause e decorso della malattia

Le cause e i sintomi della Sindrome di Kawasaki.

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Sindrome di Kawasaki
Fonte web: Pixabay

La sindrome di Kawasaki è una patologia che colpisce soprattutto i bambini d’età inferiore ai 5 anni, con picco sui 2 anni. Si tratta di una malattia diffusa in tutto il mondo, che ha il suo picco nella stagione invernale e in quella primaverile.

È la seconda vasculite più frequente nel bambino dopo la porpora di Schönlein-Henoch. La sindrome di Kawasaki si manifesta con dei sintomi aspecifici e molto comuni nelle malattie pediatriche: per tale ragione la sindrome di Kawasaki non è molto semplice da diagnosticare. Relativamente al bambino, il pediatra deve essere in grado di eseguire una diagnosi precoce e soprattutto nel più breve tempo possibile.

Si suppone che la sindrome di Kawasaki abbia un’eziologia tossinfettiva e immunomediata, che coinvolga superantigeni streptococcici e stafilococcici con successiva attivazione linfocitaria.

Tra i sintomi principali vi sono una febbre molto elevata (40-41 °C circa) resistente al trattamento antibiotico e ai farmaci antipiretici, della durata di più di cinque giorni; una congiuntivite bilaterale senza secrezione purulenta; delle manifestazioni a carico delle labbra, che si presentano caratteristicamente secche e arrossate, e della mucosa orale, con lingua di color fragola o addirittura violacea; altre manifestazioni a carico delle estremità con edema dei piedi e/o delle mani cui fa seguito, durante la seconda settimana di malattia, una caratteristica desquamazione lamellare delle dita delle mani e dei piedi, a partenza dalla regione intorno alle unghie; l’ingrossamento dei linfonodi del collo, che appaiono di diametro superiore al centimetro e mezzo, di consistenza dura, lievemente dolenti alla palpazione.

La sindrome di Kawasaki è caratterizzata da tre fasi principali di malattia: la fase acuta febbrile (7-14 giorni), caratterizzata da febbre elevata, aspetto sofferente, settico, anoressia, irritabilità; la fase subacuta (2-4 settimane), caratterizzata da desquamazione a larghe lamelle e talvolta, da piastrinosi; la fase convalescenziale (3 mesi), con la risoluzione della malattia e con la scomparsa dei segni clinici.