Sepsi puerperale: Cos’è quest’infezione di cui muoiono ancora le donne gravide

Ecco cos'è la sepsi puerperale, quali sono i sintomi e i rimedi immediati e consigliati per consentire la guarigione delle pazienti colpite.

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sepsi puerperale

Avrete probabilmente sentito parlare, sopratutto nell’ultimo periodo, di sepsi puerperale. Oggigiorno ancora troppe donne muoiono di quest’infezione, che è più spietata dell’infarto, secondo i medici. E’ capitato anche che donne in gravidanza morissero di tale condizione a causa di negligenza o di obiezione di coscienza.

Per sepsi puerperale o per febbre puerperale si intende una grave infezione dell’utero che può verificarsi dopo un parto, un aborto o a complicazione di una gravidanza. Quest’infezione è causata da una contaminazione da batteri, in particolare Escherichia coli, streptococchi o altri germi anaerobi che infettano l’endometrio, lo strato più interno dell’utero, nelle zone in cui per vari motivi esso ha subito delle lesioni.

L’infezione puerperale presenta i seguenti sintomi: dolori all’utero, brividi, cefalea, malessere, inappetenza, pallore, tachicardia, leucocitosi, perdite abbondanti e maleodoranti oppure addirittura molto più ridotte rispetto al periodo appena precedente alla presenza della sepsi.

Quando si sospetta una sepsi, l’azione deve essere tempestiva. La donna deve essere immediatamente accompagnata al pronto soccorso, dove le verrà somministrato un antibiotico ad ampio spettro (ampicillina/sulbactam 1,5-3,0 g. ogni 6 ore oppure ticarcillina/clavulanato di potassio 3,1 g. ogni 6 ore). La procedura è da ripetere, fino a quando la donna non si sfebbra per almeno 48 ore.

La sepsi puerperale era un’infezione molto diffusa fino alla seconda metà del XIX secolo e veniva trasmessa per mezzo di contagio diretto tramite lesioni della mucosa avvenute durante il parto. Con il miglioramento delle condizioni igieniche, questa condizione ha diminuito le sue manifestazioni, anche se questa patologia non risulta del tutto debellata.

I primi riconoscimenti dell’infezioni furono ricondotti all’abitudine dei medici di passare dall’esame autoptico sulle donne decedute direttamente al contatto con le partorienti che andavano a visitare in corsia.

Nonostante gli ospedali di tutto il mondo abbiano adottato delle misure per prevenire la sepsi puerperale, questa condizione colpisce alcune donne ogni anno, causando decessi.