Fibromialgia: i sintomi e le cause di questa sindrome

Ecco quali sono i sintomi della fibromialgia, una malattia che colpisce alcuni soggetti per un motivo ancora sconosciuto.

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fibromialgia

La fibromialgia è una malattia caratterizzata da un aumento della tensione muscolare, che provoca dolore ai muscoli e ai tessuti fibrosi: un dolore di tipo cronico. Oltre al dolore caratteristico, tuttavia, possono presentarsi tutta una serie di sintomi principali e diffusi.

Tra questi vi sono: insonnia o sonno non riposante, diminuzione della forza muscolare (ipostenia) nelle mani e nelle braccia, astenia, specie sotto sforzo (salire le scale, alzare gambe e braccia), fenomeno di Raynaud (formicolio, pallore e cianosi, perdita di sensibilità e dolore come effetti momentanei di vasocostrizione, specie nelle mani e in seguito al freddo o emotività) e lividi più facili, rigidità e impaccio nel movimento al risveglio,
disturbi urinari, come cistite interstiziale, crampi (soprattutto notturni), fascicolazioni, miochimie, spasmofilia e tremore, disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare e disordini craniomandibolari in genere, sensazioni cutanee simili a formicolii, stilettate, caldo improvviso, intorpidimento (parestesia, disestesia), cefalea, ansia, depressione, attacchi di panico, alterazioni dell’equilibrio, disfunzioni gastrointestinali, ecc.

Non è ancora nota la causa esatta di tale malattia, che viene ancora studiata e tenuta sotto osservazione per comprenderne meglio la natura tutt’ora dubbia. Attualmente si pensa che alla base di questa sindrome possa esserci un disturbo che coinvolge il sonno oppure dei fattori di stress sia di tipo fisico che psicofisico.

Per quanto riguarda le cause del dolore che questa malattia provoca, di recente è stato dimostrato dagli esperti che vi è un ruolo centrale per la neurotrasmissione dopaminergica nella percezione del dolore, quindi una diminuzione di dopamina probabilmente contribuisce al nascere dei sintomi dolorosi che si presentano nella fibromialgia. Inoltre, esiste uno studio di medicina nucleare, che correlerebbe alcune manifestazioni cliniche della sindrome con delle alterazioni perfusorie nelle aree encefaliche, deputate alla percezione e all’elaborazione emotiva degli stimoli nocicettivi, per cui la percezione risulta alterata.

Nel caso in cui si supponesse di essere affetti da questa malattia, bisognerebbe consultare il medico di base che procederà con i relativi accertamenti.