Stitichezza: Ecco tutte le tipologie di costipazione esistenti

Ecco cos'è la stitichezza, anche nota come stipsi o costipazione, e quali sono le tipologie nelle quali si divide.

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Per stitichezza si intende la difficoltà a defecare e a espellere quindi le feci dal retto. La stitichezza può anche essere chiamata con i nomi di stipsi e di costipazione.

La stitichezza non ha un’unica causa e non ne esiste di un’unica tipologia. La stitichezza cronica, ad esempio, si divide in stipsi silente, in stipsi complicata e in stipsi riferita. Inoltre, esiste un tipo di stitichezza, riscontrata da numerosi pazienti, alla quale ci si riferisce con il termine di “quantitativa”, perché nonostante le feci non risultino particolarmente dure, sono difficili da essere nella loro quantità totale.

Molti esperti, inoltre, sostengono non si possa considerare stitichezza un’evacuazione superiore alle 3 a settimana. Evacuare ogni 2-3 giorni, infatti, può essere considerato normale. Infine vi è anche chi riesce a evacuare una volta al giorno, ma riscontra problemi nella defecazione.

Per essere considerato stitico, infatti, un soggetto deve avere problemi di sforzo e di incompleto svuotamento del retto, deve evacuare meno di 3 volte a settimana e deve soffrire di tale condizione da almeno sei mesi.

Esistono anche due tipi di stipsi, definite come primitive o secondarie. La stitichezza è secondaria se generata da fattori terzi, come da farmaci, da invalidità psicofisica, ecc. La stipsi cronica è primitiva o idiopatica, invece, se rappresenta cioè un’entità autonoma e se quindi non è collegata direttamente ad alcuna patologia che la causa. Nel corso della vita, infatti, si può soffrire di stitichezza per cause collaterali, ma non è detto si sia soggetti stitici di per sé.

Inoltre, la stipsi cronica primitiva può dividersi in semplice e in intrattabile. E’ semplice quando risponde ai comuni trattamenti medici, a farmaci, a terapie. La stipsi cronica idiopatica è intrattabile, invece, se non è possibile intervenire in alcun modo per aiutare il paziente a guarire dalla sua condizione attuale e che probabilmente dura da molto tempo.