Caccole: cosa sono a cosa servono e fa davvero male mangiarle?

Ecco cosa sono le caccole, termine che in gergo indica il muco nasale, a cosa servono e se fanno davvero male al corpo umano se ingerite.

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caccole muco nasale

Con “caccole” si identificano in gergo le particelle di muco nasale, più o meno disidratato, che fuoriescono dalle narici. Il muco nasale viene secreto dalle ghiandole mucipare, presenti nelle cavità del naso, ed è composto principalmente da mucina (una proteina) e acqua. Può contenere anche enzimi antisettici (come il lisozima, che danneggia le cellule batteriche), anticorpi e lipidi.

Sono molte le persone che si chiedono quale sia la funzione delle caccole e se mangiarle, abitudine che hanno soprattutto i bambini, faccia male al corpo umano. Nel corso di quest’articolo risponderemo a entrambe le domande.

Innanzitutto, la funzione principale del muco è quella di tenere umida la cavità nasale e di proteggerla dalla polvere e dai batteri che potrebbero entrarvi. Proprio la viscosità del muco permette ad esso di intrappolare agenti esterni che vengono inalati quotidianamente. Quando, però, si secca all’interno del naso, il muco nasale perde la sua principale funzione.

E’ a quel punto che la maggior parte delle persone tende a disfarsene prelevandolo dal naso e gettandolo all’interno di un fazzoletto, facendolo scivolare sotto il rubinetto oppure appiccicandolo da qualche parte… altre persone addirittura lo ingeriscono volontariamente. Quest’ultima opzione potrebbe far rabbrividire molti, ma in realtà è bene sapere che le “caccole” del naso stimolano le difese naturali dell’organismo. Proprio perché la sua funzione è quella di trasformarsi ricettacolo di microrganismi, intrappolando i batteri, i funghi, i virus e le polveri, impedendo il loro accesso alle vie respiratorie, il muco riesce a riattivare il sistema immunitario.

Le caccole, una volta arrivate nell’intestino, quindi, attiverebbero l’azione protettiva degli anticorpi, rafforzando il sistema immunitario e quindi l’organismo. Tuttavia, prima di fare indigestione dei propri “prodotti nasali” sarebbe meglio attendere ulteriori conferme dalla comunità scientifica. Non vi sono moltissimi studi al riguardo e potrebbero esserci delle eccezioni, magari nel caso in cui la persona sia affetta da gravi malattie.